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CAMPAGNA NAZIONALE PER LA DIFFUSIONE DEGLI OSSERVATORI
CIVILI L’esperienza
degli osservatori civili si sta rivelando assai fruttuosa.
Altrettanto chiaro è lo scopo che gli osservatori perseguono: elaborare
un codice condiviso delle “prassi virtuose” destinato ad
agevolare – pur nei distinti ruoli dei protagonisti del processo - il
buon andamento del servizio giustizia.
Gli osservatori hanno già dato eccellente prova a Roma, Firenze, Bari,
Salerno, Bologna, Reggio Calabria, etc: la
partecipazione numerosa, in primo luogo degli
avvocati, ha consentito un’attenta ricognizione degli snodi critici della
pratica quotidiana del processo.
Si è giunti, così, alla
formulazione dei noti “protocolli di udienza” (qualcuno
già pubblicato sulle riviste giuridiche), i cui benefici, lungi da ogni
astrattezza, sono stati percepiti agevolmente nella pratica quotidiana di quei
fori.
Il valore della formula e le sue potenzialità espansive sono
stati colti dal
Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte Suprema di Cassazione, in
occasione della recentissima Relazione sull’Amministrazione della Giustizia
per l’anno 2004 (ROMA, 11 GENNAIO 2005); egli
pur rimarcando l’endemica criticità della giustizia civile nel nostro
Paese, ha evidenziato che “….un
segnale positivo viene tuttavia, proprio dall’operato di magistrati, avvocati
e addetti ai servizi di cancelleria, i quali, con un sano pragmatismo, hanno
dato vita a protocolli che contengono le cosiddette "prassi virtuose"
nell’applicazione del codice di procedura civile” nella prospettiva del
superamento di “…una visione
particolaristica per assumere, come valore da perseguire, quello di una
giustizia efficiente ed efficace”.
L’obiettivo che intendiamo perseguire è dunque quello di realizzare,
anche nel nostro Distretto, un osservatorio “aperto” al contributo di tutti,
una sorta di casa comune, un laboratorio di
idee e di progetti, finalizzato
all’attuazione di quella “buona prassi” nella quale, in definitiva, si
sostanzia il principio del “buon andamento”
dell’amministrazione–giustizia scolpito nell’art.97 della Carta
Fondamentale.
La scelta del Tribunale
scaligero come sede di partenza non è stata casuale: qui, difatti, accanto
all’attivo osservatorio sul diritto di famiglia, vi è anche altro
osservatorio sui temi organizzativi generali dell’ufficio, sorretto da tempo
dalla tenacia del Presidente del Tribunale, di numerosi avvocati e di valorosi
funzionari di cancelleria.
Il costituendo osservatorio, in questa fase iniziale, persegue il chiaro
intento di giovarsi del patrimonio di “sapere “ e di saper fare” dei
menzionati osservatori, nel rispetto delle specifiche
competenze e senza intenti di
sovrapposizione. |